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24 gennaio 2010

27 Gennaio 2010, giornata della memoria. Per non dimenticare.

Il centro OPEN MIND di Catania, iniziativa gay, lesbica, bisessuale, transessuale ritiene fondamentale per la storia e la memoria delle persone GLBT portare alla luce e indagare sulla repressione del regime fascista in Italia e precisamente su quella che e' stata la storia omosessuale della nostra citta', Catania. Lo riteniamo ancora piu' importante per tutto cio' che da anni accade nel nostro paese, ancora oggi. Una inarrestabile ondata di violenza omo/transfobica da tempo ha rotto gli argini della nostra democrazia e quotidianamente le nostre vite sono messe in pericolo da violenze, minacce, atti lesivi della nostra dignita' e della stessa incolumita' fisica. Il 28 giugno del 2006 il Catania Pride organizzato dalla nostra associazione, che ricordava, come ogni anno, la rivolta di Stonewall, venne bloccato per circa un ora dagli attivisti di Forza Nuova e solo la nostra determinazione ed il nostro coraggio, insieme ai compagni e alle compagne che da anni fanno politica con noi, ci permise di continuare il corteo. Come risposta a questa provocazione organizzammo a Catania la manifestazione nazionale ORGOGLIOSO ANTIFASCISMO il 16 settembre di quello stesso anno, con il fondamentale apporto del movimento FACCIAMOBRECCIA. Nel 2005, il 25 aprile, giorno della Liberazione, avevamo apposto in via Dusmet, di fronte gli archi della Marina, una targa che ricordava i gay catanesi mandati al confino dal regime mussoliniano e le persone GLBT trucidate nei campi di sterminio nazifascisti. I fascisti di questa citta' l'avevano rimossa e nuovamente,
il 27 gennaio 2007, Giornata della Memoria, l'avevamo rimessa. Nuovamente rimossa dai soliti ignoti nel novembre 2008. Da tempo ormai l'Italia e' sotto il giogo di forze razziste e
omofobe, con la complicita' attiva dei governi di centrodestra e della chiesa cattolica e con l'ignavia politica delle forze della sinistra italiana. Dedichiamo questo contributo ai gay, alle lesbiche e alle persone transessuali che sono morte nei campi di sterminio nazifascisti e agli omosessuali catanesi mandati al confino, ringraziando l'ANPI di Catania (www.anpicatania.info) per il percorso politico comune e l'adesione al nostro Catania Pride, ribadendo il valore fondamentale dell'antifascismo nella nostra associazione. Immaginate la citta' di Catania quando ancora il mare lambiva gli archi della Marina, riempiendo la spazio ampio che adesso si chiama piazza Borsellino, ecco proprio quello era il punto d'incontro degli omosessuali maschi catanesi, vicino ad un grande platano secolare, detto l'arvulu rossu, l'albero grande. Piazza Alcala' si chiamava ancora e questi incontri profumavano di salsedine e nascosta sensualita'. In Italia nel 1932, nel Testo Unico di Pubblica Sicurezza viene istituito il confino politico per gli omosessuali, in base al quale la polizia ha il potere di isolare, a propria discrezione, qualsiasi individuo che risulti avere un atteggiamento scandaloso. Il codice fascista, il Codice Rocco, entrato in vigore nel 1931, non aveva leggi contro l'omosessualita' ma certo non per tolleranza e civilta'. In questo modo il regime annullava totalmente l'esistenza delle persone omosessuali e quindi la loro problematicita' nel consorzio umano e civile. Il questore di Catania dal 1939 era Alfonso Molina, solerte gerarca fascista che diede il via ad una repressione veramente singolare nella sua spietatezza. Catania era anche la citta' dove esistevano cinema e due sale da ballo per soli uomini, una in piazza Sant'Antonio, una traversa di via Garibaldi, frequentata da ragazzi e uomini per lo piu' appartenenti a ceti sociali poveri, che trovavano rifugio e relazioni in questi luoghi, quasi isole felici al riparo da sguardi e parole che potevano ferire. All'inizio del 1939 furono arrestati e mandati al confino nelle isole Tremiti 45 omosessuali di Catania e della provincia. Scorrendo i loro fascicoli approntati dalla questura catanese troviamo una documentazione impressionante per quantita' e dovizia di particolari rigurdanti nomi, abitudini e frequentazioni degli indagati, che culminava sempre nell'accusa di pederastia passiva. Certo, non possiamo fugare il sospetto che questo fervore quasi ossessivo dell'integerrimo questore Molina per questi uomini possa essere stato dettato da una inconsapevole latenza omosessuale che necessitava di cancellare dalla visuale quotidiana questi oscuri oggetti di desiderio, perche' paura e desiderio a volte si confondono e ci confondono. Ma questo, probabilmente, non lo sapremo mai. Furono rastrellate le sale da ballo, arrestati ragazzi nelle proprie case e che tutti loro fossero poveri non e' un caso, soggetti doppiamente deboli socialmente che pagavano il prezzo dell'indigenza e dell'assenza di protezione da parte dei potenti. Interrogatori, umilianti visite mediche anali per dimostrare il loro vizio. Mandati tutti al confino fra terra e mare. E quando la loro detenzione fini' e anche la guerra, ed il regime fascista fu distrutto dalla Resistenza, ritornarono tutti alle loro case, alla loro citta', ai propri paesi. Nessuno di loro ha trovato la forza ed il coraggio di chiedere allo stato italiano il risarcimento come prigionieri politici che era stato previsto nel dopoguerra, alcuni si sono sposati per nascondere il loro orientamento sessuale, altri sono vissuti nelle loro famiglie d'origine, altri sono morti in solitudine con il peso ed il dolore di una colpa inesistente. Non abbiamo notizie di lesbiche che vivevano a Catania in quel periodo e certo ci saranno state. Qualcuno ci ha detto di ricordarsi di una donna che in abiti maschili sedeva, a volte, su di una panchina a piazza Trento. Con la fantasia possiamo immaginare il suo nome, la sua vita.. Si chiamava Agata, Carmela, Santa? Cosa faceva su quella panchina, aspettava la donna che amava? Di vederla passare col marito ed un bimbo in carrozzina, lanciarle uno sguardo, serbare la sua figura per il resto del tempo fra un incontro e l'altro... ? Non sappiamo e non sapremo mai ed un pezzo della nostra identita' e memoria di lesbiche siciliane ci verra' negata per sempre, cancellata. Ma porteremo nel cuore il suo coraggio e la sua solitudine, che ancora, e' anche la nostra. A lei, alle altre, agli altri, alle nostre sorelle lesbiche, ai nostri fratelli gay dedichiamo il nostro lavoro politico e quando la stanchezza o lo sconforto ci prendera', il loro ricordo dara' forza e determinazione al nostro divenire. Per amore e per giustizia.


BIBLIOGRAFIA

LA CITTA' E L'ISOLA

Omosessuali al confino nell'Italia fascista

di Gianfranco Goretti e
Tommaso Giartosio   ( DONZELLI EDITORE )


LE RAGIONI DI UN SILENZIO

La persecuzione degli omosessuali
durante il nazismo e il fascismo

a cura del Circolo Pink  ( OMBRE CORTE EDIZIONI )


HOMOCAUST

Il nazismo e la persecuzione
degli omosessuali

di Massimo Consoli  (KAOS EDIZIONI )


AIMEE e JAGUAR

di Erica Fischer  (PONTE ALLE GRAZIE EDIZIONI )







permalink | inviato da openmindcatania il 24/1/2010 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 gennaio 2010

NO VAT 2010

Il 13 febbraio 2010, sabato, saremo a Roma per partecipare alla manifestazione e corteo del NO VAT organizzato da FACCIAMOBRECCIA.
Come ogni anno, ma adesso piu' che mai , e' importante esserci ed in tant*, perche' il regime ormai instauratosi  nel nostro paese permette alle gerarchie vaticane uno strapotere illimitato. Infatti al papa ed ai suoi scagnozzi non occorre nemmeno fare dichiarazioni pubbliche per chiedere ed ottenere. Basta una semplice telefonata, e la papessa e' accontentata.

                                                               NOI CI SAREMO!!!!!!!!!!




permalink | inviato da openmindcatania il 23/1/2010 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 gennaio 2010

27 Gennaio 2010, giornata della memoria. Per non dimenticare.

Sabato 23 gennaio 2010 saremo presenti in piazza Stesicoro per ricordare l'omocausto, le migliaia di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali trucidat* dalla barbarie nazifascista.




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12 gennaio 2010

Ciao Alfredo.

Il 13 gennaio del 1998 Alfredo Ormando, poeta siciliano di San Cataldo, fa del suo corpo una torcia vivente nel cuore della chiesa cattolica, a Roma, in Vaticano. Partito dalla sicilia il giorno prima viaggia tutta la notte in treno e alle prime luci dell'alba, in una gelida giornata romana, cosparge il suo corpo di benzina e si da a fuoco. Morira' dopo giorni di agonia in un ospedale romano, nell'indifferenza cinica della " santa madre chiesa ". Tempo e' passato da allora ma quante altre volte
avrebbe potuto compiere questo gesto estremo, visti i tempi oscurantisti e inquisitori che il nostro paese sta attraversando ?  La fobia del diverso sta demolendo il tessuto democratico del nostro paese e la condizione delle persone GLBT deve essere notevolmente peggiorata se in questi giorni una coppia gay di Savona, Manuel e Francesco, ha iniziato dal 4 gennaio del nuovo anno lo sciopero della fame per protestare contro la totale assenza di leggi che tutelino le coppie di fatto e le nostre stesse vite.
Perche' in una nazione che si ritiene civile e democratica le persone devono ricorrere a questi mezzi estremi per protestare e per richiamare l'attenzione di una classe politica marcia, imbelle e totalmente prona ai desideri della chiesa cattolica romana? Un filo lega Alfredo, Manuel e Francesco e tutt* noi, perche' chi lotta non lo fa solo per se, ma anche per le/gli altr*. Speriamo vivamente che Manuel e Francesco abbiano un altro destino, lieto e degno di una societa' includente che abbia a cuore le vite dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Da parte nostra esprimiamo la totale vicinanza e solidarieta' a loro e portiamo Alfredo con noi. Sempre. 




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