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L'abbiamo fatto


Catania Pride '08



Aderiamo

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È sempre ORA!




 

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Catania Pride
1visite.

7 luglio 2010

ADESIONI

Mario Mieli GLBT Roma

Maurice GLBT Torino

Azionetrans Genova

Rifondazione Comunista Catania

Giovani Comuniste/i Catania

Fgci Catania

Comunisti Italiani Pineto

Rifondazione Comunista Palagonia

Officina Rebelde Catania

Circolo Arci Casa Pertini

Slaicobas Sicilia

Collettivo TiroMancino Catania

Arci Catania

Italia Dei Valori Scordia

Collettivo Scienze Politiche Catania

Sinistra Universitaria Catania

Circolo La Locomotiva Acireale

Mangiacarte Libreria Sociale Catania

 Pdci Catania

Million Women Rise Londra




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1 luglio 2009

Alcune foto del Catania Pride 2009




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17 giugno 2009

Programma Catania Pride 2009

                                 




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16 giugno 2009

Programma Catania Pride '09






  

CATANIA PRIDE 2009

organizzato dal centro

OPEN MIND glbt Catania


Da Stonewall al Catania Pride 2009

----------------------------------------------


PROGRAMMA



25 Giugno Presentazione del libro “Favolose Narranti “ di Porpora Marcasciano

giovedi' Ed.Manifestolibri

NARRAZIONI TRANS TRA REALTA' E FAVOLOSITA' :

la condizione delle persone transessuali oggi in Italia.

Con Porpora Marcasciano del M.I.T. di Bologna

C.S.O. AURO Via Santa Maria del Rosario 28 Catania Ore 19





26 Giugno “ DRAGQUEENSHOCK ! “

venerdi' SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

STONEWALL 1969-2009

Conversazioni semiserie de La Karl Du Pigne'

Contributi audio e video: Lancill8

C.S.O. AURO Via Santa Maria del Rosario 28 Catania Ore 21





27 Giugno ORGOGLIOSA PARATA GLBT !!!!

sabato da piazza Borgo ( Cavour) a piazza Universita'

Partenza ore 17,30


DOPOPRIDEFESTA !!! ore 21

C.S.O. AURO Via Santa Maria del Rosario 28 Catania




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9 giugno 2009

Il MIT (Movimento Identità Transessuale) aderisce al Catania Pride del 27 Giugno

 

Dal Giugno 2000, come ogni anno Il MIT aderisce e sostiene il Pride del 27 Giugno a Catania. Tra i Pride locali quello catanese è sicuramente quello più originale e sotto l’aspetto politico senz’altro il più difficile perché si svolge in una realtà difficile e problematica come la Sicilia e il Sud in generale. Tutti i giorni da quella terra arrivano richieste pressanti ed esasperate di sostegno e aiuto dalle tante persone transessuali che ci vivono. Attraverso la collaborazione e l’amicizia con l’Associazione Open Mind siamo riusciti a portare la nostra voce e qualche aiuto anche in quella terra, lo abbiamo fatto partecipando tutti gli anni ai favolosi pride organizzati coraggiosamente e faticosamente dall’Open Mind, Pride in cui il MIT ha avuto sempre spazio e riconoscimento. Per tutto questo e per tante altre ragioni, anche quest’anno il MIT sarà a Catania a portare la voce delle persone transessuali, a sostenere trans, gay, lesbiche che in quella terra vivono e agiscono, ad affiancare Open Mind che instancabilmente rivendica e costruisce spazi di libertà.

Il MIT




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5 giugno 2009

ANPI - Catania

 
Cari compagni e compagne dell’Open Mind di Catania,
L’ANPI di Catania ha il piacere di comunicarvi la propria adesione al “Catania Gay Pride 2009” che si svolgerà nella nostra città il prossimo 27 Giugno. Chi come voi porta avanti un lavoro di costruzione di una società fondata sulla tolleranza, sul rispetto delle idee, degli orientamenti sessuali e sul libero confronto, fa dell’antifascismo e chi fa dell’antifascismo è erede  delle lotte che 64 anni addietro portarono tanti nostri fratelli ad impugnare le armi per far trionfare proprio questi valori contro chi voleva creare un mondo che era l’antitesi di quella società di giusti e di eguali che l’Open Mind da tanti anni a Catania da il suo contributo a costruire. L’ANPI, che si batte per una società senza pregiudizi dove ognuno possa esprimere liberamente la propria personalità in applicazione dei diritti garantiti dalla Costituzione repubblicana, condivide le lotte dell’Open Mind e per queste ragioni ha scelto che la vostra
responsabile faccia parte del proprio Comitato provinciale, augurandosi una lunga e proficua collaborazione. Grazie e buon lavoro  tutti.

ANPI Catania




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3 giugno 2009

Pillole di Catania Pride ...



 



Sono La Karl  Du Pigné

vi aspetto il 26 giugno

al Catania Pride!!!




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28 maggio 2009

Lavori in corso...

 Gasati per il Pride di Roma, che sarà sicuramente eclatante a livello emotivo per noi dell'Open Mind, ricco di significato sarà anche il nostro Pride di Catania.
L'OPEN MIND, ORA PIù CHE MAI,  E' CONVINTA E MOTIVATA A PERSEGUIRE I PROPRI IDEALI, PRONTA AD ACCOGLIERE CHI VOLESSE ADERIRE E CONOSCERE LE NOSTRE MOTIVAZIONI-IDEALI, LE PORTE SON SPALANCATE.
Noi andiamo avanti...e di vero cuore auguriamo buon lavoro a tutti coloro che lottano e militano per i diritti GLBT e che questa estate scenderanno in piazza...a prescindere dalla data. BUON LAVORO.




Piva Edi e Crescimone Sara 
OPEN MIND














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16 maggio 2009

Stonewall chiama Catania

                           




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14 maggio 2009

Da Stonewall al Catania Pride 2009-Documento politico.

        
 Cuciremo stendardi bianchi e gigli dorati. E andremo. Perchè siamo amazzoni e
guerrieri e questo è un Pride visionario. Quest'anno è il 40° anniversario della rivolta di Stonewall, che segna la ripresa della lotta del movimento GLBT contemporaneo. Il centro OPEN MIND parte da quel locale di New York, da quella scarpa col tacco a spillo che in un volo immaginario, attraversando terre e mari, arriva nella nostra città. STONEWALL CHIAMA CATANIA, DUNQUE!
Il Catania Pride vuole essere uno sguardo aperto sul mondo, partiamo dalle diversità dell'orientamento sessuale e di identità di genere per affermare il diritto alla nostra FELICITA' VISIBILE, all'AUTODETERMINAZIONE per tutto ciò che riguardi la sessualità, affettività, procreazione, fino alla scelta di quale morte affrontare.
Non siamo riuscit* ad ottenere una legge che ci tuteli dal crimine dell'odio, che ci permetta di fronteggiare con qualche strumento legislativo i soprusi, le violenze fisiche e psichiche in famiglia, a scuola, sul lavoro, qualunque esso sia. Non parliamo poi del riconoscimento delle coppie di fatto e l'adozione de* bambin*.
Niente di niente, e certamente la situazione politica del nostro paese ci appare totalmente sorda alla ricezione di richieste riguardanti i DIRITTI delle persone GLBT. Tutto ciò, unito alla considerazione delle sostanziali differenze con le altre associazioni GLBT presenti sul territorio siciliano, ci ha convint* che fosse il momento adatto per ri/percorrere senza mediazioni alcune, la strada dei Catania Pride dell 'OPEN MIND. Perchè siamo anche cittadin* di una terra devastata dalla cultura mafiosa e vogliamo continuare ad essere sicilian* senza vergognarcene. Per questo il Catania Pride è ANTIMAFIA. Il nostro paese è invaso dalla cultura e dalle bande nazifasciste che possono , in totale spregio della Costituzione, ottenere spazi sociali pubblici e sfilare impunemente nelle città che sono simboli della NOSTRA RESISTENZA. Per questo il Catania Pride è ANTIFASCISTA.
La violenza sulle donne attraverso la pubblicità, i mass media, le molestie, gli stupri, le violenze familiari che arrivano all'omicidio, è cresciuta in maniera esponenziale. Per questo il Catania Pride è ANTISESSISTA . Un Pride per la SOLIDARIETA', per contrastare l'ondata di razzismo voluta e manovrata dalle istituzioni, che dirottano il malcontento della gente per un'economia allo sfascio, verso la caccia al diverso. Perchè non vogliamo essere complici di un sistema capitalista e liberista che distrugge l'ambiente e le biodiversità, affamando le moltitudini per un profitto ingiusto e insostenibile. Per noi GAY, LESBICHE, BISESSUALI E TRANSESSUALI, per le nostre vite quotidianamente offese dalle dichiarazioni delle gerarchie vaticane che sono le mandanti delle lesbiche stuprate, dei gay derisi, delle persone transessuali massacrate ad un ritmo quotidiano impressionante. Per le ragazze e i ragazzi GLBT che vengono tormentat* in famiglia, nelle scuole e vivono in solitudine un'adolescenza che avrebbe diritto al sorriso.
Per ridare loro speranza e dignità, orgoglio e tenerezza. Per tutto questo scenderemo in piazza il 27 giugno e con noi ci sarà chi vuole esserci e pensa che essere GLBT sia un occasione per cambiare il mondo insieme a donne e uomini, alle compagne e ai compagni che con noi costruiscono ponti, architetture di speranza e reale cambiamento, per la felicità di tutt*. Con Stonewall nel cuore e nella mente grideremo:




ANTIFASCISMO !

LAICITA' !

AUTODETERMINAZIONE !







Per adesioni:
saraduelune@hotmail.com
pivaedi@yahoo.it

 



Adesioni:

Gas Tapallara -  Catania
Officina Rebelde -  Catania
Coordinamento Torino Pride   
Federazione Rifondazione Comunista - Catania
Giovani Comuniste/i - Catania
PRC "Circolo Città Futura" - Catania
ARCI Catania
Performazioni - Catania
LAI Lesbiche Antifasciste in Italia
Associazione antimafie Rita Atria
Mario Mieli - Circolo di Cultura Omosessuale Roma
Lady Oscar di Palermo
A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - sez. di Catania
Maurice di Torino - circolo glbt
Città felice - Catania
MIT di Bologna - Movimento Identità Transessuale
 S.A.A.S. -  Centro Iqbal Masih   Librino- CT
Fuoricampo Lesbian Group - Officina di Studi, Arte e Politica lesbica
Circolo Pink - Verona
Facciamobreccia                                                                                                                                                          Partito dei Comunisti Italiani                       
                                                         Azione Gay e Lesbiche - Firenze        Laboratorio Anitfascista Palermitano Collettivo Malefimmine                                                                                                                                                                                                                                                                                          PRC ''Circolo P. Impastato'                             

                                                                                                                                                                                               

 


 


Adesioni singole:

Nicoletta Poidimani
Lucia Vaccarino
Gabriella Balsamo
Francesco Pappalardo
 Achille Schiavone
Grazia Coco
Barbara L'Episcopo
 
Simona bruno
Mariagrazia Ferro                                    
                                     
 


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24 giugno 2008

Il programma del Catania Pride GLBT


 

Martedì, 1 luglio 2008

"COLOUR MOVIES" - Incontro con il cinema a colori
a cura di Sigaia Art
Arena Argentina, via Vanasco 10, Catania - Orario:  19.00
Cocktail di benvenuto - Esposizione e presentazione di libri - Proiezioni - Mostra fotografica
Presentazione Catania Pride GLBT 2008
Biglietto di ingresso: 4 €


Giovedì, 3 luglio 2008

"FEDE, OMOSESSUALITÀ, LAICITÀ" - Incontro con Don Barbero (Comunità cristiana di base Viottoli, Pinerolo)
a cura del Laboratorio di Cultura Laica dell'Open Mind GLBT
Piazza San Francesco d'Assisi 9-10, c/o i locali del Neva Caffè, Catania - Orario: 21.00


Venerdì, 4 luglio 2008

"IL GIARDINO SEGRETO" - Spettacolo itinerante di danza butoh
di Valeria Geremia
Caffè Neva, via Crociferi, Chiostro della CGIL - Orario: 21.00
Biglietto di ingresso: 5 €


Sabato, 5 luglio 2008

ORGOGLIOSO CORTEO GLBT- Partenza da piazza Cavour, ore 17.30
Festa in piazza a partire dalle 21.00
Per l'occasione, il Catania Pride incontrerà i/le cittadin* a piazza Università dalle ore 11.00


Domenica, 6 luglio 2008

"GLI ECCENTRICI AMORI DI WILHELM VON GLOEDEN. QUANDO GLI OMOSESSUALI INVENTARONO IL TURISMO IN SICILIA" - Conversazioni con Giovanni Dall'Orto - Orario: 19.30
Caffè Neva, piazza San Francesco d'Assisi 4, Catania

In conclusione di serata siete tutt* invitat* al DOPOPRIDE.



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31 maggio 2008

Adesioni al Catania Pride 2008




> Comitato promotore

Arcigay Catania
Open Mind GLBT Catania
Pegasos Club



> Associazioni GLBT


AGEDO, Catania
AGEDO, Palermo
Arcigay Nazionale
Arcigay Siracusa
Arcilesbica Nazionale
Articolo Tre - Associazione omosessuale, Palermo
Associazione Lily Elbe, associazione di volontariato sociale per il supporto a persone transessuali, Brescia
Associazione Orsi Siculi
Associazione Radicale "Certi diritti", Catania
Associazione Radicale "Certi diritti", direttivo Nazionale
Associazione Radicale "Certi diritti", Roma
Associazione Radicale "Certi diritti", Milano
Azione Gay e Lesbica, Firenze
Azione Trans
Comitato Bologna Pride
Circolo Città Futura PRC, Catania
Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Roma
Circolo GLBT Maurice, Torino
Circolo Pink, Verona
Comitato Gay e Lesbiche, Prato
Comitato provinciale Arcigay di Brescia "Orlando"
Comitato provinciale Arcigay di Torino "Ottavio Mai"
Comunità Fratelli dell'Elpis, Catania
Coordinamento Trans-Nazionale Sylvia Rivera
Eurialo&Niso, Associazione Culturale GLBT, Biella
Famiglie Arcobaleno, Associazione Genitori Omosessuali
Gay Today - www.gaytoday.it
Lady Oscar Arcilesbica Palermo
Linfa, Lega italiana nuove famiglie
Lista Lesbica Italiana
Movimento Italiano Transessuale, Bologna
Orsi Italiani - www.orsiitaliani.com
Progetto Gionata, Fede e Omosessualità - www.gionata.org
Roma Rainbow Choir
Rosa Arcobaleno Emilia Romagna, Bologna
Rosa Arcobaleno Nazionale, Roma
The Queer Way - www.queerway.it


> Partiti, istituzioni, associazioni e personalità politiche

Arci Catania
Associazione Antimafia "Rita Atria"
Associazione Iniziativa Donna, http://iniziativadonna.blog.tiscali.it/
Associazione Itaca, Catania
Associazione Viottoli, Comunità cristiana di base di Pinerolo (To)
Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella
Centro Iqbal Masih Librino, Catania
CGIL Catania
Circolo Arci Melquiades, Catania
Circolo Arci Performazioni-Inzupparci, Catania
Circolo Universitario PRC, Catania
Cobas Scuola, Catania
Collettivo TiroMancino - Facoltà di Ingegneria, Catania
Comitato per i Diritti Civili, Catania
Cristiana Alicata, consulta PD Lazio, scrittrice, Roma
Città Felice, Catania
Comune di Bagheria
Toti Domina, candidato sindaco per la lista "Liberare Catania"
FGCI Sicilia, Federazione Giovanile Comunisti Italiani
FGCI Nazionale
FGS Sicilia,
Federazione Siciliana dei Giovani Socialisti
Forum delle donne - Partito della Rifondazione Comunista, Direzione Nazionale
Giovani Comunisti/e di Catania
Franco Grillini, presidente Gaynet, Associazione dei Giornalisti Omosessuali
Liberare Catania
Piero Montana, Consulente del sindaco di Bagheria in materia di pari opportunità
Partito dei Comunisti Italiani - Federazione Provinciale di Catania
Partito della Rifondazione Comunista -
Federazione Provinciale di Catania
Radicali Catania
Reds, Rete degli Studenti, Catania
Rete Antirazzista Catanese
Sinistra Critica
Sinistra Democratica Catania
Maria Gigliola Toniollo, CGIL Nazionale - Settore Nuovi Diritti
UAAR, direzione nazionale
Wladimir Luxuria, PRC



> Mondo della cultura e dello spettacolo

Giovanni Dall'Orto, giornalista e scrittore, militante gay
Eyes Wild Drag, http://www.eyeswilddrag.it 
Sciltian Gastaldi, scrittore e Ph.D. candidate, Department of Italian Studies, University of Toronto (Canada)
Gustav Hofer e Luca Ragazzi, presentatore televisivo, critico cinematografico, registi del film "Improvvisamente l'inverno scorso", Roma
Libreria Gramigna, Catania
Leo Gullotta, Roma
Vanni Piccolo, leader storico del movimento GLBT italiano


> Adesioni personali

Guido Allegrezza, Presidente Prima Commissione "La famiglia e le sue forme" della Conferenza Permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia; Direttivo Associazione Radicale Certi Diritti, Roma
Simona Bruno, Adrano (Ct)
Lorenzo Canale, studente-lavoratore, Casteldaccia (Pa)
Maurizio Chelli, disoccupato, Grosseto
Lucia Ciarmoli, Roma
Andrea Contieri, studente, Roma
Nicoletta Degli Innocenti, disoccupata, Empoli
Chiara Dimauro, studentessa, Solarino (SR)
Monica Durante, insegnante, Imperia
Sara Fontana, Roma
Gianmario Felicetti, dirigente dell'Associazionre Radicale "Certi Diritti", Milano
Paolo Finocchiaro, studente, Catania
Giuseppe Galizia e Agostino Imondi, coppia unita civilmente, Berlino (Germania)

Dario Giorgi, studente universitario, Livorno
Antonella Guagliardo detta "Maruska", studentessa, Catenanuova (En)
Vincenzo Ianniello, Direttivo CCO Mario Mieli, Roma
Stefania Iannizzotto, assegnista di ricerca, Facoltà di Lettere e Filosofia, Catania
Salvatore Inguì, primo Mister Gay Italia
Andrea Intagliata, teatrante, Augusta (Sr)
Fabio Iovine, Roma
Santi Irrera, giornalista freelance, Messina
Manuela Leoni, Roma
Andrea Maccarrone, Direttivo CCO Mario Mieli, Roma
Nori Mangili, impiegata, Milano
Massimiliano Merenda, studente, Catania
Chiara Mirabella e Simona Floridia, Catania
Gianna Morana, studentessa, Siena
Luca Pesenti, studente, Cinisello Balsamo (Mi)
Saverio Romani, attivista CIG - Arcigay, Milano
Samuele Sagone, Catania
Marco Salanitri, studente universitario, Randazzo (Ct)
Giuseppe Sanmartino, Catania
Mario Sassi, studente, Roma
Azzurra Sottosanti, studentessa, Catania-Roma
Michelangelo Stanzani, portavoce Rosa Arcobaleno Emilia Romagna, Bologna
Francesca Stefanato, Friburgo (Svizzera)
Daniela Tomasino, Lista Lesbica Italiana, Palermo
Domenico Torrisi, impiegato, Catania-Bologna
Luisa Vardiero, Torino
Maria Zambardi, Cassino, (Fr)



N.B.:

se vuoi leggere il documento clicca
qui

per aderire scrivere a
adesionipridect@libero.it


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21 maggio 2008

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2008

 

Catania Pride 2008

Documento Politico


Perché lo facciamo

Dai fatti di Stonewall del 28 giugno 1969 molte cose sono cambiate nel mondo. Quello fu il giorno in cui a New York le persone transessuali e omosessuali si ribellarono alle vessazioni e ai soprusi della polizia locale. Quel momento segnò lo spartiacque tra discriminazione e lotta per l’emancipazione e il diritto di (r)esistenza di ciò che sarebbe stato il movimento GLBT in tutto il mondo.
Dai fatti di Stonewall molte cose sono cambiate: dalla questione dei diritti civili, alla lotta all’omofobia e transfobia; e non solo nella società occidentale, ma anche in paesi in cui l’accettazione delle nostre rivendicazioni non era così automatica. Si pensi alle legislazioni di alcuni paesi dell’ex blocco sovietico, della Repubblica Sudafricana, di molti paesi dell’America Latina.

L’Italia, pur essendo un paese che si vanta di una lunga tradizione democratica, si trova in una situazione di grave ritardo culturale e legislativo non solo nei confronti dei partner europei, ma anche nei confronti dei paesi del “cosiddetto” Terzo Mondo.

La disattenzione del precedente governo, la sua ignavia riguardo alla questione dei PaCS e dei DiCo (già di per sé riduttivi ed offensivi), il sostanziale nulla di fatto per una legislazione anti-omofobica/transfobica da una parte; le recenti vicende politiche e il successo delle destre omofobiche, transfobiche e xenofobe ci proiettano in una situazione preoccupante e grave per il nostro destino e il nostro diritto all’autodeterminazione da cui discende la nostra felicità. Le aggressioni transomofobiche sono considerevolmente aumentate negli ultimi tempi, certi partiti si sentono autorizzati ad offenderci ed attaccarci richiamandosi a questioni di opportunità politica, ideologica e religiosa.

In più, forti di questo retroterra culturale che contribuiscono a produrre, le gerarchie vaticane alimentano il pregiudizio e avversano qualsiasi tentativo di superamento delle disparità tutt’oggi esistenti tra cittadin* eterosessuali e cittadin* gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e transgender, mistificando un falso concetto di amore discriminante e discriminatorio.

Per tutte queste ragioni il nostro Pride non solo è necessario, ma pure doveroso, in quanto  elemento di crescita civile per la nostra città e per la società tutta e portatore di libertà e conoscenza.

***

Cos’è il Catania Pride

Nato nel 2000, sull’onda del World Pride di Roma, il nostro Pride è una delle poche manifestazioni di rivendicazione ed orgoglio presenti nel sud d’Italia. Ricordiamo che Catania è teatro di una situazione sociale, civile e politica assai complessa e difficile. Le cause stanno nel predominio delle destre al potere, nella mancata iniziativa delle sinistre in favore delle minoranze e  nell’azione aggressiva dei gruppi neofascisti, nella presenza imperante di una cultura mafiosa e clericofascista e nelle condizioni di povertà culturale ed economica di larghe fette della società.

Contro tali aspetti deteriori, il nostro Pride ha il duplice scopo di lottare per l’equiparazione giuridica e civile e, al tempo stesso, proporre la componente GLBT di Catania come una delle parti più sane e costruttive della città.

***

Le nostre rivendicazioni

Se fossimo in uno Stato civile e i nostri interlocutori istituzionali fossero seri e sensibili alle questioni sociali da noi sollevate e non subissero il “fascino” dei giardini vaticani, avremmo avanzato loro specifiche richieste:

· un percorso culturale di contrasto all’omofobia, transfobia e a qualunque forma di discriminazione, come richiesto dalla Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio del 2006;
· una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisce in modo pieno e sostanziale le direttive europee 207 del 1976 e 78 del 2000. In modo più articolato:

1. l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
2. l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne e anche alle persone che transizionano da un genere all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;
3. la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;
4. il recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento de* cittadin* europe* in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
5. l’applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo status di rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender perseguitat* nei loro paesi;
6. l’abolizione della legge 40;
7. la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di interventi chirurgici;
8. la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’intersessualismo;
9. la fine degli interventi coatti su bambini/e intersessuali;
10. politiche serie in favore di soggetti HIV+
 
· l’approvazione di una legislazione per la tutela e il riconoscimento dei diritti civili;
· l’estensione del matrimonio civile o istituto equivalente anche per gay e lesbiche, compreso il diritto d’adozione e alla genitorialità;
· la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili;
· la salvaguardia della Laicità dello Stato;
· la difesa del principio di Autodeterminazione;
· la pianificazione di azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche;
· l’assunzione dell’Italia di un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la pace, per l’abolizione della pena di morte, per la dignità di tutti i popoli, per la tutela di tutte le diversità, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nella legislazione di decine di Paesi.

Ma dato che non viviamo in una situazione che ce lo consente e preso atto della assoluta indisponibilità delle locali istituzioni, riteniamo opportuno “NON DISTURBARE IL CONDUCENTE”!!!

***

Il diritto alla felicità

Siamo portatori e portatrici di un pensiero nuovo che rivendica ed esalta la diversità, ma combatte la disparità. Per questo vogliamo superare la contrapposizione tra “moralità dello spirito” e “immoralità della sessualità”, propria del pensiero normalizzante, sessuofobico e mortificatorio delle gerarchie ecclesiastiche e dei modelli culturali dominanti.

Noi siamo il corpo che viviamo e rivendichiamo, con l’autodeterminazione, il diritto a vivere un corpo felice, che è tale solo quando può viversi nella sua pienezza senza che ciò comporti la paura della discriminazione o della repressione.

Il concetto di una norma “secondo natura” è una produzione culturale, per cui dobbiamo ammettere che non esiste nulla che sia “contro natura”, ma solo “contro cultura”. La natura porta la diversità e la diversità è perciò naturale. La cultura, inoltre, può e deve essere modificata nel momento in cui non risponde più alle esigenze attuali e va contro la felicità degli individui.

Inoltre noi stess* produciamo cultura e la nostra si presenta come una vera possibilità di cambiamento, grazie al superamento del vecchio, anacronistico, inefficace binomio maschile/femminile prodotto dal pensiero e dal sistema patriarcale che origina le disparità che intendiamo abbattere.

“Pride” vuol dire “orgoglio”. Essere orgoglios*, fier*, significa prima di tutto appartenere ad una comunità di individui capaci di valori. Essere orgoglios* vuol dire affermare la nostra visibilità, mai come adesso necessaria, vuol dire vivere la nostra umanità come soggetti GLBT, vuol dire, quindi, vivere con una propria storia di appartenenza che spesso molti disconoscono. Forti di tutto questo noi affermiamo a chiara voce la nostra presenza anche a coloro i quali voltano lo sguardo nel vano tentativo di negare il fatto che noi ci siamo, che ci siamo sempre stat*, che sempre ci saremo.

Siamo ben consapevoli che le nostre rivendicazioni sono strettamente collegate alle battaglie intraprese soprattutto dal movimento delle donne contro la violenza di un machismo criminale che troppo spesso agisce in ambito familiare e più in generale contro la cultura patriarcale dominante e violenta della nostra società. Il riconoscimento pieno della nostra dignità cammina nella stessa direzione, per una società in cui nessuna e nessuno debba più sentirsi in pericolo o discriminat* a causa del genere e dell’orientamento sessuale, una società in cui il machismo sia riconosciuto come causa delle violenze contro gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e donne e proprio per questo sia sanzionato.

Le nostre rivendicazioni sono gli strumenti affinché questi cambiamenti positivi possano verificarsi a beneficio di tutta la società.

 

Appartenenza
Autodeterminazione
Laicità

NOI SIAMO LA CITTÀ!

Comitato Catania Pride

Arcigay Catania, Open Mind GLBT, Pegasos Club



IMPORTANTE:
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30 aprile 2008

Presentazione logo per il Catania Pride

 
       >>> Catania Pride, 5 luglio 2008 <<<

Finalmente possiamo presentarvi il nostro logo per il Catania Pride.

Come potete facilmente constatare, esso richiama i colori del Rainbow ed anche l'elefantino che è il simbolo della nostra città.

Tra qualche giorno pubblicheremo il documento politico del pride e, successivamente, anche il programma degli avvenimenti previsti.


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4 giugno 2007

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2007

 

Il 7 luglio, lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e transgender manifesteranno la propria dignità e la legittima richiesta di essere pienamente cittadin* di questa Repubblica attraverso l’evento del Pride LGBT cittadino.

Viviamo una fase drammatica della storia di questo Paese, segnata dalla volontà di dividere, contrapporre e lacerare. Le persone LGBT pagano un prezzo altissimo all’indifferenza della politica di fronte all’ingerenza violenta delle gerarchie vaticane nella vita del Paese: subiamo ogni giorno insulti, minacce, violenze, intimidazioni, senza che nessuno intervenga a difendere il nostro diritto di esistenza.

La Repubblica ci chiede di essere cittadin* attraverso i doveri che ci assumiamo.


MA QUALI SONO I DIRITTI CHE VOGLIAMO?

Vogliamo poter camminare per le strade, tenendo per mano la persona che amiamo, senza subire offese e aggressioni.
Vogliamo vedere riconosciute le nostre coppie.
Vogliamo vedere riconosciuti i nostri progetti di vita.
Vogliamo non essere discriminati nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle famiglie, nella vita di tutti i giorni.
Questi sono diritti che la Costituzione ci assegna attraverso il principio di eguaglianza, ma che noi vediamo ogni giorno negati e calpestati.

In questo Paese può accadere che l’assessore della regione Lombardia, Pier Gianni Prosperini di AN proponga la messa a morte per garrota degli omosessuali, senza che le istituzioni lo costringano alle dimissioni. Esiste la possibilità di rettificare dichiarazioni pubbliche che incitano alla violenza e all’assassinio? Nel colpevole silenzio e nell’ambigua complicità della politica, la Chiesa, che parla tanto di pietas cristiana, di carità, di fratellanza, non spende nemmeno una parola per condannare duramente chi si rende autore di violenze e discriminazioni ai danni degli omosessuali e transessuali.
E come potrebbe dato che quotidianamente è la Chiesa stessa, attraverso la sua gerarchia, a fomentare l’odio e a legittimare la violenza contro omosessuali e transessuali.
È COLPEVOLE quando equipara l’omosessualità alla pedofilia e all’incesto.
È COLPEVOLE quando afferma che l’amore omosessuale è un “amore debole”.
È COLPEVOLE quando afferma che “la violenza è cugina della trasgressione” (come ha sottolineato il vescovo di Bologna monsignor Vecchi in occasione del pestaggio di un ragazzo gay).

Additati dalla Chiesa o dal politico di turno come “degenerati”, oppure lasciati soli in famiglie spesso sorde alla loro solitudine, in scuole segnate da ignoranza, disinformazione, incapacità di aiutare, quanti vengono umiliati o, peggio, “suicidati” da un odio troppo grande per essere sopportato?
Spesso viene nascosta la reale motivazione di tali suicidi, che non avvengono per “troppa sensibilità” o chissà per quale forma di debolezza: avvengono perché si è privati del diritto di essere se stessi.
Suicidi senza perché, nascosti dal silenzio in un Paese in cui troppo spesso non si può vivere da omosessuali e nemmeno morire come tali.


CHI RISPONDE DI QUESTE VITE E DI QUESTE MORTI?

Condanniamo il metodo politico e di comunicazione di coloro che affermano il loro pensiero per esprimere disprezzo. Il “Family day” è stato un esempio eclatante di intolleranza: una poderosa manifestazione CONTRO: contro una società attraversata da infinite modalità; contro ogni tipo di diversità; contro i tanti e legittimi modi di vivere di chi, omosessuale, eterosessuale, bisessuale, transessuale, sceglie di dare alla propria affettività una dimensione che oramai in tutta l’Unione europea viene ampiamente riconosciuta.
Il “Family day”, così come la conferenza ministeriale sulla famiglia che si è tenuta a Firenze, non è stata una manifestazione per la “famiglia” ma contro le “famiglie”, oramai suscettibili di realizzarsi e consolidarsi in modalità differenti, ma sempre basate su vincoli di amore e di reciproco sostegno morale e materiale.
Noi da questa intolleranza vogliamo distinguerci: non faremo un Pride contro; faremo un Pride per!

Il 7 luglio, dunque, a Catania, chiederemo a questa democrazia i nostri diritti.
Li chiediamo perché la Costituzione è quotidianamente violata dalla negazione dei diritti di eguaglianza tra le persone di qualunque genere, orientamento o pensiero politico e religioso.
Li chiediamo perché crediamo con convinzione che la battaglia delle persone LGBT sia un passaggio fondamentale per l’autentica realizzazione della democrazia in questo Paese.
La battaglia per i nostri diritti è una battaglia PER i diritti di TUTT*!

Con la serenità di chi sa di agire secondo giustizia e per la vera ed autentica libertà di tutt*.
Con l’amarezza di chi ha visto troppe vite annientate nel silenzio e nella paura.
Con la forza di chi crede fermamente nel rispetto dei principi della convivenza e dei fondamentali
diritti degli uomini e delle donne.


CHIEDIAMO


LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI

Attraverso un deciso impegno da parte delle istituzioni, dei partiti, della società civile perché venga intrapreso un percorso culturale di contrasto all’omofobia, transfobia e a qualunque forma di discriminazione, come richiesto dalla Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio del 2006.
Ma, soprattutto, attraverso una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive europee 207 del 1976 e 78 del 2000.

In modo più articolato chiediamo:

l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;

l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne anche alle persone che transizionano da un genere all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;

la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;

il recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento de* cittadin* europe* in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;

l’applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo status di rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender perseguitat* nei loro paesi;

l’abolizione della legge 40;

la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di interventi chirurgici;

la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’intersessualismo;

la fine degli interventi coatti su bambini/e intersessuali.

Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche.
L’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la pace, per l’abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di Paesi.


EGUAGLIANZA GIURIDICA

Le persone LGBT sono portatrici di pari dignità e questo deve tradursi in un riconoscimento giuridico e legislativo di pari diritti nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea.
La piena eguaglianza giuridica non può realizzarsi se non attraverso una legge che estenda il matrimonio civile alle coppie omosessuali. Tuttavia, insieme all’estensione del matrimonio civile, per chi intenda accedervi, chiediamo una legge che preveda e regoli le differenti possibili forme di relazione familiare anche al di fuori dell’ipotesi massimalista del matrimonio.
Chiediamo inoltre che venga correttamente e serenamente avviato un dibattito sulla capacità genitoriale delle coppie omosessuali, che possa tradursi in una legge apposita.


LAICITÀ DELLO STATO

Riteniamo imprescindibile che venga riaffermata una volta per tutte, e in modo chiaro, coerente e concreto, che lo Stato è, e deve assolutamente essere, indipendente da qualunque condizionamento di natura confessionale.
Denunciamo il crescente e inaccettabile atteggiamento di ingerenza da parte delle gerarchie vaticane.
Rivendichiamo il diritto a vivere in uno Stato degno della cultura e del pensiero giuridico, politico e filosofico dell’Europa: uno Stato che sia spazio etico di tutt*, in cui la libertà religiosa sia garantita, ma rappresenti una dimensione privata e non suscettibile di condizionare le scelte del parlamento e del governo.
Chiediamo allo Stato di parlare a* cittadin* e non ai soli credenti!
Chiediamo allo Stato di sapere dire di NO alle pretese invasive di una Chiesa sempre più politica e sempre meno spirituale.


AUTODETERMINAZIONE

Riaffermiamo l’insopprimibile esigenza di autodeterminazione in campo affettivo, sessuale e sentimentale. Perché si realizzi il diritto primario di ogni individuo ad essere artefice del proprio destino e a contribuire alla realizzazione della propria felicità, nel rispetto della libertà, della dignità e della felicità di tutt*.


Lotta alle discriminazioni

Uguaglianza giuridica

Laicità dello Stato

Autodeterminazione



Sono questi i quattro pilastri della nostra battaglia politica per la piena e autentica realizzazione del diritto ad essere cittadin* di questa Repubblica: cittadin* nei doveri, e nei DIRITTI!


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21 marzo 2006

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2006

 

Documento politico

Facciamo politica per cambiare il mondo, perche' quello che abbiamo non ci piace. Partiamo dai nostri corpi e l'essere gay, lesbiche, bisessuali, trans- ci da' l'occasione per collegarci agli altri soggetti che il sistema opprime. Poiche' non siamo soltanto sessualita' e affettivita', costruiamo ponti con i movimenti antagonisti che lavorano sulle oppressioni ALTRE che i corpi subiscono: dal lavoro, alla guerra, all'ambiente, all'alimentazione, alla salute.


Un mondo senza pace e' un mondo senza diritti!

Non crediamo che la guerra sia uno strumento per risolvere i problemi. Le guerre si fanno combattere (agli altri) per salvaguardare precisi interessi economici e politici.
VERSIAMO SANGUE PER RACCOGLIERE PETROLIO?
Ci opponiamo quindi a chi, forse nostalgico dei giochi d'infanzia, si "diverte" a giocare alla guerra con tanto di soldatini, per ESPORTARE una presunta democrazia e una falsa liberta'! NON IN NOSTRO NOME!
Senza il rispetto della dignita' della persona non puo' esistere uno stato di pace per nessuno! e' per questo che, insieme ai movimenti antagonisti, ci battiamo per un mondo solidale e per la liberta' ed il diritto ad una esistenza dignitosa per ogni cittadin*, di qualsiasi orientamento sessuale, identita' di genere, condizione economica e sociale, etnia, spiritualita' ess* siano.


Lottiamo contro il patriarcato!

Che opprime omosessuali, trans-, donne, e tutt* coloro che non soggiacciono agli schemi imposti da una societa' eterosessista, clericalista e maschilista; una societa' che innalza il maschio a supremo "padrone" ed il machismo a legge suprema!
CI BATTIAMO CONTRO I DOPPIOPETTO BLU, LE CRAVATTE AZZURRE/VERDI, LE CAMICIE NERE E LE SOTTANE ROSSE TROPPO "DORATE"!
Ci troviamo immers* in un clima pesante e fascista, nascosto – neanche tanto bene – dietro un'apparente visibilita' GLBT. Ma tale visibilita' e' solo commerciale e/o finalizzata ad alimentare immaginari erotici e stereotipi. Siamo infatti un target molto ambito, ma noi vogliamo essere considerati come
PERSONE E NON MERCI!
Questo, ben lungi dall'emancipare la popolazione GLBT, ha piuttosto un effetto boomerang su di essa e riacutizza fenomeni come l' "autoghettizzazione" in luoghi che assicurano, a pagamento, la nostra INVISIBILITa'. Nello stesso modo, i ruoli patriarcali, e le relative dinamiche di discriminazione, vengono troppo spesso trasposti all'interno delle nostre relazioni GLBT.
Non mortifichiamo la nostra diversita', piuttosto ridisegniamo la mappa dei desideri e delle relazioni!!


Non ci mettiamo il cuore in PACS!

Negli anni passati gran parte del movimento GLBT e' stato impegnato esclusivamente nella lotta per i PACS, tralasciando di fatto la lotta per i diritti de* singol*; l'attuale situazione politica e la continua discriminazione a cui le persone GLBT sono sottoposte (mobbing, no donazioni di sangue, no documenti per il matrimonio all'estero, ecc.) dimostrano quanto quella scelta sia stata riduttiva. Sono urgentemente necessarie leggi anti-disciminatorie che tutelino la persona nella propria individualita'.
Inoltre, respingiamo il modello familista, come fatiscente RELIQUIA del patriarcato! Essa e' riduttiva della variegata gamma di unioni affettive e/o sessuali possibili: singol*, coppie, sorelle e fratelli, nonni, zii e nipoti, amici, amanti e cugini… 

Allo stesso modo, crediamo che la genitorialita' possa essere vissuta anche al di fuori della famiglia, e che debba essere garantita la possibilita' di usufruire delle tecniche di riproduzione assistita per le lesbiche, le donne singole e le coppie di fatto (etero e omosessuali).
Non serve essere in coppia se non ci rispettano come individui! La dignita' di una coppia passa attraverso la dignita' della singola persona, altrimenti non avremo ottenuto nulla!!!


La "questione" transessuale!

Troviamo la discriminazione nei confronti delle persone trans- particolarmente odiosa in qualsiasi sua manifestazione, dalla violenza verbale a quella fisica che degenera nell'omicidio. Al mondo istituzionale chiediamo che vengano riviste le leggi riguardo al cambiamento di genere, affinche' non si venga sottopost* ad ogni sorta di umiliazione, auspicando che sulle diverse istanze del loro proprio movimento siano interpellate direttamente le persone trans-.
A tutti gli altri soggetti, politici e non, chiediamo di riflettere su schemi – di comportamento e relazione – che nulla hanno di naturale, essendo la distinzione in rigide – e opposte – categorie sessuali un fenomeno puramente culturale che, come tale, spetta a ciascuno di noi, con la pratica politica quotidiana, spezzare.
NASCIAMO NUD*, TUTTO IL RESTO e' TRANS-
In questo contesto, lo Stato risulta latitante, sia riguardo ad una reale educazione sessuale nelle scuole, sia riguardo ad una corretta educazione sanitaria, e, anzi, tutto il sistema spinge verso la totale repressione della sessualita'. Vogliamo invece che i soggetti istituzionali (medici, insegnanti, forze dell'ordine, politici, ecc.) che vengono in contatto con la popolazione GLBT abbiano la capacita' di interagire in modo corretto. 


Pretendiamo uno stato laico!

Diciamo NO! ad una chiesa simbolo di oppressione, odio, offesa e ipocrisia. Stanch* di essere paragonat* a malat* e pedofil*. Stanch* di essere additat* come contro-natura da chi contorce il messaggio della propria dottrina a suo piacimento ed impone a noi (e A VOI) una inumana – e questa davvero contro natura! – mancanza di affetti e sessualita'. NO! a questa chiesa che si "intrufola" nei nostri pantaloni e sotto le nostre gonne.
Pretendiamo uno stato laico nei fatti, e non solo per iscritto, senza religioni di stato. Partecipiamo al movimento "FACCIAMO BRECCIA" e rivendichiamo la laicita' dello Stato, delle nostre vite ed il diritto, per chi vuole, di vivere la propria esistenza senza imposizioni religiose.
Con uguale forza diciamo NO! ad uno STATO ETICO: NO! al controllo sociale, con cui l'individuo viene oppresso e punito perche' il fine suo ultimo sia unicamente quello di lavorare e produrre. Proponiamo l'ANTIPROIBIZIONISMO in risposta all'ipocrisia politica di una classe dirigente che volutamente confonde i limiti tra liberta' individuali e regole morali. Mettiamo anzi in totale e radicale discussione il rapporto con partiti ormai autoreferenziali, che non ci somigliano, perche' crediamo in forme di democrazia partecipata, diretta e dal basso.

Il Catania Pride 2006 sara' occasione per tornare sulle strade della nostra citta' che – completamente abbandonata dalla amministrazione Scapagnini – risulta oggi abbrutita dalla recrudescenza dei fenomeni mafiosi e fascisti. Chiediamo a gran voce la smilitarizzazione della citta' dalle truppe nazi-fasciste che infestano Catania. FROCI SEMPRE FASCISTI MAI

In definitiva, VOGLIAMO essere liber*:

LIBER* DI SCEGLIERE IL MODO DI ESSERE VIVERE PENSARE PARLARE DESIDERARE, LIBER* DAI MODELLI IMPOSTI, IN OGNI SENSO.


Catania, 21 Marzo 2006

OPEN MIND - Centro di iniziativa gay lesbica bisessuale trans


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4 giugno 2003

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2003

 


Nel rileggere il documento politico prodotto l' anno scorso ci prende un colpo, perché ciò che già ci sembrava insostenibilmente grave ha trovato modo di evolvere, di stupirci per la crudeltà e la follia delle scelte dei pochi che continuano a saccheggiare e distruggere il mondo.
Non ce la facciamo ad aggiornare i punti del documento, non sopportiamo l'idea, per certi versi normalizzante, di una catalogazione dei disastri. Nessuna questione ha trovato soluzione, la guerra permanente c'è e ci sta tutt'intorno, anche se le/gli inviate/i dei media sono quasi tutte/i tornate/i a casa.

Mentre discutevamo il documento e preparavamo le linee di questo Pride, sempre più chiaramente emergeva la possibilità di leggere TUTTO attraverso la lente deformata e deformante di un patriarcato tronfio e strabordante, insieme con la rabbia di essere tuttora costrett* ad ascoltare una Storia inesorabilmente scritta dagli uomini.
Tutto appare improvvisamente molto più chiaro. Il tanto diffuso culto della persona, l'affermazione della guerra quale fase fisiologica della gestione, globalizzata, della crisi in cui versa l'intero pianeta, guerra che diventa strumento privilegiato per obiettivi economici e militari del manipolo di governanti, il tentativo mosso da uomini tanto di destra quanto anche di sinistra di riaffermare senza appello il controllo maschile sul corpo, la sessualità, i progetti delle donne, la necessità di negare alle/i transgender il diritto di scegliere il proprio modo di stare nel mondo, subordinando il riconoscimento sociale della persona alla sua accettazione della logica binaria maschio vs femmina.

Mentre continuiamo a chiedere garanzie della laicità dello Stato, il governo cerca di svendere beni comuni - che non dovrebbero avere prezzo - al migliore offerente, affina le sue strategie di controllo sulle libertà de* cittadin*, azionando una sorta di pericolosa macchina del tempo. Si appresta a stravolgere il dettato dell'Unione Europea sulle norme antidiscriminatorie con un testo che, se approvato, riporterebbe la già precaria situazione italiana vertiginosamente indietro; minaccia un antistorico giro di vite in materia di sostanze stupefacenti; non è contento sul fronte migrant*; invita tutt* ad andare al mare invece che esprimersi sui referendum, attaccando così ancora una volta quell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che, lo ricordiamo, a tutt'oggi è l'unica forma di tutela per le persone GLBT.
Con più forza che mai vogliamo ribadire i nostri desideri e le nostre idee, vogliamo vivere in questo tempo e cambiarlo.

Catania, 4 giugno 2003


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3 aprile 2002

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2002

 

Questo è un pride resistente!!!

Catania, 28 giugno 2002. Per il terzo anno il Centro di iniziativa GLBT Open Mind invita tutte/i a scendere in piazza a Catania, per ribadire i motivi di un percorso di rivendicazione e crescita che non si interrompe mai e che si caratterizza, di anno in anno, per l'esigenza di una sempre maggiore attenzione ai diversi livelli delle problematiche attuali.
33 anni dopo la rivolta dello Stonewall bar di New York - scelta come icona da un movimento variegato e accomunato dall'orgoglio con cui rivendica dignità di esistenza e qualità della vita - si continua a lottare per la difesa del diritto di essere e manifestare qui, in un'Europa che sembra voler trovare comunanza di intenti più nei rigurgiti omofobici che nell'allineamento alle, pure presenti, posizioni democratiche di molti Stati membri. Non un appuntamento rituale né, solo, una grande festa collettiva: un'occasione per ricordare a tutte/i che la costruzione di un mondo più giusto comporta una lotta consapevole e quotidiana nella tutela dei diritti di tutte/i.

1. Il sistema patriarcale ha generato un pensiero gerarchico e aggressivo, che trova la sua naturale espressione nella guerra come unica risoluzione dei conflitti, nelle regole del capitalismo che sfruttano milioni di individui e distruggono sistematicamente le risorse ambientali, con un totale disprezzo della dignità umana. Il controllo sociale che ne deriva, veicolato dalle religioni e dalle organizzazioni militari/industriali, si è sempre espresso con particolare violenza sulle donne, sulla loro sessualità, sulla riproduzione, relegando il corpo femminile ad un semplice contenitore passivo.
Ci allarmano le posizioni di questo governo sul tema del riconoscimento giuridico dell'embrione, che significano un chiaro attacco alla legge sull'aborto e all'autodeterminazione delle donne. Riteniamo che il pensiero femminista sia ancora attuale e indispensabile per corrodere le fondamenta del patriarcato e riteniamo necessaria la trasmissione della memoria storica delle donne da una generazione all'altra.

2. La condizione delle/dei transessuali e transgender, ci ritrova a dover difendere quei pur minimi diritti che sembravano ormai riconosciuti e acquisiti. Questo, se da una parte può rallentare oggettivamente il percorso di rivendicazione e tutela di una piena dignità di esistenza, dall'altra intensifica portata e urgenza delle richieste, giacché non è accettabile mettere in discussione i diritti di nessun individuo. L'attacco alle/ai trans è tra i più odiosi poiché colpisce sapendo di colpire persone particolarmente aggredibili, nei cui confronti il solo proposito istituzionale pare essere quello di ridurre al minimo i livelli di garanzie e qualità della vita.
Contro una politica che vorrebbe confinare persone portatrici di diritti in stanze insonorizzate e. soprattutto. lontane dalla scena sociale, l'Open Mind resiste e lotta per:
- il rispetto per ciascun individuo, un'informazione seria e corretta a cura delle agenzie educative e formative che sradichi pregiudizi e stereotipi negativi;
- l'adozione della piccola soluzione, già in uso in Germania, che consente di cambiare il nome sui documenti ancor prima dell'intervento chirurgico di adeguamento del sesso. Si supererebbe cosi la stringente dicotomia maschio/femmina. rendendo alla persona la piena libertà di essere ciò che vuole essere nel mondo;
- per chi decide di effettuare l'intervento di riattribuzione del sesso, servizi integrati ed efficienti erogati dal servizio sanitario nazionale, garantendo il massimo supporto - medico, psicologico - in un'atmosfera accogliente e non giudicante;
- difesa e potenziamento della legge n. 164 che, pur essendo attiva da vent'anni, risulta inapplicata in molte zone dell'Italia e, complessivamente, disattesa nelle sue linee-guida;
- procedure semplificate e gratuite per ottenere il cambiamento del nome sui documenti.

3. Consideriamo le rivendicazioni del movimento GLBT parte integrante del più vasto movimento di lotta e resistenza alla globalizzazione e auspichiamo che cooperazione e umanità possano prevalere sugli imperativi dell'economia di mercato.
Riteniamo che l'attuale fase di sviluppo economico continui aminacciare la sopravvivenza della vita sulla terra, generando una povertà senza precedenti e uno stato di guerra permanente che viene di volta in volta giustificata da ideali utilizzati pretestuosamente. La guerra non può essere ammissibile come strumento della politica, non esistono guerre possibili, umanitarie o contro il terrorismo, la guerra è solo l'annullamento della dignità dell'essere umano e rappresenta il fallimento della ragione.

4. L'Open Mind, oltre a considerare legittime le rivendicazioni che riguardano i diritti delle/dei lavoratrici/lavoratori, resiste e lotta per la soluzione di specifiche problematiche GLBT nel mondo del lavoro.
Il mobbing è una realtà che riguarda, al di là delle stime ufficiali, fin troppe/i lavoratrici/tori GLBT che, in assenza di specifiche norme antidiscriminatorie, vivono una condizione di costante attacco alla propria dignità. Il quadro potrebbe sicuramente aggravarsi qualora venisse smantellato il complesso di tutele previsto dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, esponendo le/i lavoratrici/tori GLBT a ogni sorta di arbitrio legato al pregiudizio. Non dimentichiamo che in Italia alcune professioni sono tuttora precluse alle persone omosessuali.
La formazione di una cultura democratica ha bisogno di una scuola pluralista e laica, libera dall'orientamento clericale e dai condizionamenti di un pensiero unico dominante che si identifica nelle logiche del potere politico ed economico.
Ancora, privatizzazioni massicce, ingerenze continue della Chiesa negli aspetti pubblici e privati della vita di ciascuna/o, la svolta autoritaria dell'attuale governo in materia. ad esempio, di immigrazione e ordine pubblico stanno trascinando la vita democratica verso una pericolosissima deriva.
Rispettiamo la spiritualità di ciascuna/o, ma non permettiamo a nessuna Chiesa di fomentare velleità integralistiche e intolleranza.
Rivendichiamo inoltre l'immediato riconoscimento dello status di rifugiato politico per tutte quelle persone che vengono perseguitate nel loro paese d'origine a causa del loro orientamento sessuale.

5. Quasi tutti gli Stati dell'Unione Europea stanno progressivamente smantellando il complesso di discriminazioni giuridiche basate sull'orientamento sessuale, mentre in Italia si assiste ad una drammatica situazione di paralisi totale. L'intera classe politica, con qualche rara eccezione, manifesta nei confronti della questione GLBT un atteggiamento complessivamente negativo, che va dalla desolante indifferenza all'imbarazzo fino all'ostilità. manifestata con toni indegni di uno Stato che ha la pretesa di definirsi democratico.
Lo stesso stato italiano che ha sottoscritto più di tre anni fa il Trattato di Amsterdam (la cui clausola 6A dell'art. 13 vieta espressamente agli stati membri ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale) e che, non avendo legiferato in materia, si trova di fatto in una situazione di paradossale illegalità.
Allo stato attuale non esiste una legge che protegge le persone GLBT dai sempre frequenti atti di omofobia e discriminazione. Nessuna tutela per le coppie di fatto omosessuali che non possono godere di importanti riconoscimenti giuridici già garantiti alle coppie di fatto eterosessuali come, per esempio, reversibilità delle pensioni, degli affitti, agevolazioni fiscali, risarcimenti, assistenza sanitaria, adozioni, eredità, permessi parentali sul luogo di lavoro. L'accesso alle tecniche di riproduzione assistita è impedito alle coppie lesbiche o alle single. Non è prevista al momento alcuna campagna di educazione o di aggiornamento per le figure professionali del settore pubblico (scuola, polizia, servizio sanitario...) che si trovano a confronto con la realtà GLBT nel quotidiano e che spesso agiscono in maniera non restitutiva di un chiaro rispetto di ciascuna/o.

Catania, 3 aprile 2002


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4 giugno 2001

MANIFESTO DEL CATANIA PRIDE 2001




Ad un anno dal WORLD PRIDE di Roma, sul piano dei diritti civili delle persone omosessuali e transessuali in Italia non è cambiato nulla. Mentre la situazione politica complessiva si è fortemente deteriorata, sono aumentati gli episodi di violenza e intimidazione, spesso gravi, verso tutte/i coloro che non si adeguano ai modelli imposti dal sistema - ormai mondiale - tendente a cancellare ogni forma di diversità.

Quest'anno con il PRIDE catanese continuiamo dunque a rivendicare la dignità e l'identità delle persone omosessuali e transessuali, ma sentiamo anche di assumerci il compito di difendere la libertà e la fragile democrazia del nostro Paese. Vogliamo dare alla manifestazione un'impostazione fortemente rivendicativa ma allo stesso tempo propositiva, focalizzando la nostra attenzione su tematiche politiche che da troppo tempo vengono ignorate e sulle quali non si può più procastinare.

Pertanto CHIEDIAMO:

1) Riconoscimento delle unioni civili (adeguamento al trattato di Amsterdam firmato nel 1997) con il conseguente riconoscimento dei diritti negati alle coppie omosessuali (adozioni, riproduzione assistita, reversibilità delle pensioni e dei contratti d'affitto, permessi parentali, agevolazioni fiscali)

2) Adeguamento della legge Mancino per i reati di omofobia. Normativa posta a tutela delle persone omosessuali e transessuali sul luogo di lavoro

3) Campagna di informazioni volta a educare tutte le persone che operano nel sociale (scuola, polizia, servizio sanitario)

4) Elaborazione di un sistema di norme atto a migliorare e garantire le qualità delle vita delle persone transessuali, adottando subito la piccola soluzione (come nella legge tedesca) che riconosce il cambio del nome sui documenti prima dell'intervento di riattribuzione chirurgica del sesso

5) Lotta al sistema dei valori del patriarcato, responsabile, a nostro avviso, della cultura dello sfruttamento economico, dell'oppressione sociale, analisi già tra l'altro elaborata da tempo dal movimento femminista che appoggiamo incondizionatamente

6) Adesione al movimento globale che combatte i crimini della globalizzazione e solidarietà per la lotta di liberazione dei popoli oppressi (Chiapas, Kurdistan, Africa). Contro lo strapotere della chiesa cattolica, ribadiamo le nostre convinzioni che solo l'assoluta laicità dello Stato e delle sue leggi può garantire le libertà di tutti/e.

Denunciamo il comportamento discriminatorio delle istituzioni locali che, negandoci gli spazi pubblici in maniera arbitraria e pretestuosa, hanno mostrato il chiaro intento di eliminarci come soggetto sociale in ambito politico e culturale. Questa situazione di per sè già penalizzante è aggravata dalla fortissima incidenza della cultura mafiosa in ogni ambito della vita politica, economica e sociale.

E' per questi motivi che chiediamo il 28 giugno a tutte le persone che credono nella libertà e nei diritti di cittadinanza di sfilare con noi per continuare e vincere questa battaglia per la civiltà



EVENTI SVOLTI DURANTE IL PRIDE 2001


26 GIUGNO 2001
ore 18.00 Libreria Voltapagina – Via F. Crispi, 235 Seminario dal titolo “Laicismo: una garanzia per tutti. Introduzione allo Sbattezzo”. Intervengono: Lorenzo Gallo, responsabile GLBT dell’UAAR; responsabili del Laboratorio di Cultura Laica dell’Open Mind.

27 GIUGNO 2001
ore 18.00 Libreria Voltapagina – Via F. Crispi, 235 Seminario dal titolo: “Transessualità e Transgenderismo: Identità intransigenti”. Intervengono: Gigliola Toniollo, presidente Commissione Ministeriale dei Diritti per l’Identità di Genere e responsabile Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale; Marcella Di Folco, presidente del Movimento Identità Transessuali; Porpora, vice-presidente del Movimento Identità Transessuali; Helena Velena Transgender InterNATIONal Hackeratrice Sottoculturale; Prof. Giovanni Micale, Primario di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Cannizzaro di Catania. ore 23.30 Festa al Centro Sociale AURO – Via S.M. del Rosario, 28/30: “I Fantastici Quattro Accolgono” con D.Js..



28 GIUGNO 2001
GLBT Pride - Corteo da Piazza Cavour a Piazza Università – Concentramento alle ore 17. ore 22.00 – Pride Party presso il Giardino della Libreria Voltapagina, con cocktail, animazione, ecc..



29 GIUGNO 2001
ore 21.00 Proiezioni GLT “Fotogrammi Innocenti” presso l’ACAB Caffè di Viale Africa. ore 23.30 “Festa di Sabbia“ Discoteca The Original Cucaracha Viale Kennedy, 47 - Lidy Playa – Management Cristina & Sara.

30 GIUGNO 2001
ore 21.00 Proiezioni GLT “Azioni Differenti” presso l’ACAB Caffè di Viale Africa. ore 23.30 Festa al Centro Sociale AURO – Via S.M. del Rosario, 28/30: “I Fantastici Quattro Salutano” con D.Js..

dal 26 al 30 GIUGNO 2001
Libreria Voltapagina – Via F. Crispi, 235 Collettiva di Pittura e Fotografia degli Artisti Irene Caruso, Giorgio Di Fini, Aldo Cultrera, Sara Crescimone; Riedizione della mostra “Percorsi Lesbici”; Punto Informazioni Open Mind.




TESTIMONIANZE

Qui trovate alcune foto scattate ai vari appuntamenti e al corteo, ma ne arriveranno presto delle altre!
1.
il corteo
2. Helena Velena
3. M. Giogliola Toniollo e Porpora
4. ancora il corteo
5. (Marcella Di Folco)


Per tutte le altre informazioni, per le adesioni, le foto e il programma, clicca qui.


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permalink | inviato da openmindcatania il 4/6/2001 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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luglio