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12 gennaio 2010

Ciao Alfredo.

Il 13 gennaio del 1998 Alfredo Ormando, poeta siciliano di San Cataldo, fa del suo corpo una torcia vivente nel cuore della chiesa cattolica, a Roma, in Vaticano. Partito dalla sicilia il giorno prima viaggia tutta la notte in treno e alle prime luci dell'alba, in una gelida giornata romana, cosparge il suo corpo di benzina e si da a fuoco. Morira' dopo giorni di agonia in un ospedale romano, nell'indifferenza cinica della " santa madre chiesa ". Tempo e' passato da allora ma quante altre volte
avrebbe potuto compiere questo gesto estremo, visti i tempi oscurantisti e inquisitori che il nostro paese sta attraversando ?  La fobia del diverso sta demolendo il tessuto democratico del nostro paese e la condizione delle persone GLBT deve essere notevolmente peggiorata se in questi giorni una coppia gay di Savona, Manuel e Francesco, ha iniziato dal 4 gennaio del nuovo anno lo sciopero della fame per protestare contro la totale assenza di leggi che tutelino le coppie di fatto e le nostre stesse vite.
Perche' in una nazione che si ritiene civile e democratica le persone devono ricorrere a questi mezzi estremi per protestare e per richiamare l'attenzione di una classe politica marcia, imbelle e totalmente prona ai desideri della chiesa cattolica romana? Un filo lega Alfredo, Manuel e Francesco e tutt* noi, perche' chi lotta non lo fa solo per se, ma anche per le/gli altr*. Speriamo vivamente che Manuel e Francesco abbiano un altro destino, lieto e degno di una societa' includente che abbia a cuore le vite dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Da parte nostra esprimiamo la totale vicinanza e solidarieta' a loro e portiamo Alfredo con noi. Sempre. 




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15 novembre 2009

Prossimo appuntamento del movimento GLBT




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26 agosto 2009

ORGANIZZIAMOCI

Il centro Open Mind esprime solidarieta' e vicinanza al Mario Mieli di Roma per il vile attentato di questa notte al locale che ospita la serata di Muccassassina.L'ondata di violenza contro le persone ed i luoghi GLBT sta raggiungendo livelli inaccettabili per un paese che si definisce democratico e laico. Facciamo appello a gay, lesbiche, bisessuali e trans affinche' reagiscano con determinazione, vincendo la paura, perche' sono in gioco le nostre stesse vite.

                 DIFENDERSI E'UN DIRITTO !!!! 




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30 luglio 2009

NO AL PACCHETTO SICUREZZA!

Il “pacchetto sicurezzaè una legge che nasce per fermare l’ingresso in Italia di quanti scappano dalla guerra, dalla povertà, dalla fame, dalle persecuzioni, da un’inaccettabile condizione sociale.

Ma se a queste persone viene negato:

 

-         il diritto di curarsi nelle strutture sanitarie

-         il diritto di inviare alla propria famiglia i risparmi in maniera legale

-         il diritto di registrare i/le propri/e figli/e all’ufficio anagrafe della città in cui nascono

-         il diritto di ricongiungersi in Italia con i propri familiari

-         il diritto di camminare liberamente per la città

-         il diritto di ottenere il permesso di soggiorno senza ingiuste e sproporzionate “tasse”

-         il diritto di raggiungere l’Italia per richiedere la protezione umanitaria

-         il diritto a un lavoro regolare

 

secondo voi l’Italia diventa un Paese più sicuro? Oppure chi si trova già nel nostro territorio o ha necessità di lasciare il proprio Paese troverà comunque un modo alternativo per poter sopravvivere qui? Se aumenta la marginalità di queste persone non aumenterà anche il rischio che vengano reclutati in circuiti illegali e/o mafiosi?

Tutto questo potrà mai rendere l’Italia un Paese più civile e sicuro?

Eppure a Catania, città pervasa dall’illegalità e dai perenni abusivismi, dall’intreccio politico-mafioso, dallo smantellamento dei pubblici servizi assistenziali comunali, devastata nella vivibilità quotidiana, nella struttura economica e nei beni comuni con oltre un miliardo di euro di deficit, gli amministratori vogliono convincerci che la nostra sicurezza verrebbe garantita con sei nuove ordinanze – in vigore dal 1° agosto – che privano la libertà dei/lle migranti e restringono quella dei cittadini e delle cittadine.

 

Opponiamoci insieme alle nuove leggi razziali e uniamoci perché Catania possa essere una città aperta all’accoglienza

 

venerdì 31 luglio dalle ore 18.30 : piazza Stesicoro

controinformazione con animazione, suoni e…

 

 

Coordinamento catanese  contro il pacchetto sicurezza




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2 dicembre 2008

Sei un poeta (anche in erba)? Partecipa al premio Carlo Labisi

http://www.associazionepauloparra-art.it/img/pensieri/poesie.jpg


L’Associazione Siciliana Culturale “KALON” GLBTE  indice il concorso di poesia  “Carlo Labisi”.

Vuoi partecipare? Leggi  qui.


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20 novembre 2008

TDOR 2008

http://www.venetoadassisi.it/Foto%20e%20immagini/maniCandela.jpg


Come ogni anno, il Centro Open Mind GLBT vi ricorda che in data odierna si commemora il TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE (TDOR).

Ogni anno, purtroppo, la violenza transfobica si riversa su persone inermi che hanno la colpa di vivere in un corpo in cui non si riconoscono e che molto spesso, per tale ragione, vengono discriminate e indotte a scelte di prostituzione e di degrado sociale.

A questa grave carenza da parte della società si aggiunge la violenza di chi, supportato dal clima "culturale" dominante, si ritiene autorizzato a stuprare, aggredire e uccidere transessuali e transgender, nell'indifferenza pressoché totale da parte della società e delle istituzioni.

L'Open Mind ricorda tutte le persone trans che non ci sono più a causa di tutto questo e ribadisce il suo impegno nella società per generare una cultura dell'accoglienza e del rispetto verso l'alterità, unico antidoto verso certe "pratiche di morte" messe in atto e tollerate dal cosiddetto pensiero dominante.


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15 novembre 2008

Non ci fermeranno!!!

I soliti non ignoti hanno nuovamente asportato la targa che ricordava gay, lesbiche, bisessuali e transessuali massacrati nei campi di concentramento nazifascisti e ricordava, inoltre, gli omosessuali catanesi mandati al confino durante il ventennio fascista dal questore di Catania, Alfonso Molina.

La targa era stata apposta  il 27 gennaio 2007 sui muri di via Dusmet
di fronte gli archi della marina in un luogo simbolico della comunità gay  dei primi decenni del secolo scorso, luogo di incontri e relazioni, ed era stato uno dei momenti che formavano l'evento delle Memorie Antifasciste che avevamo organizzato come Coordinamento 16 Settembre.

Questa targa era già stata tolta dopo circa un anno dalla sua collocazione, avvenuta il 25 aprile del 2005. Non ci stupisce l'ottusa ripetitività del gesto, troveremo il modo di scrivere in maniera indelebile la memoria e la storia della nostra gente sui muri di questa città, perchè di questa città siamo storia e identità . Non si illudano di fermarci, perchè non ci fermeremo!





PROVATE A TOGLIERE QUESTA, STRONZI!!!


FROCI SEMPRE

FASCISTI MAI!!!!!!!!!




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24 agosto 2008

Rete Antiviolenza

ReteantiviolenzaLeNereidi.jpg picture by DoranG


5 Centri antiviolenza e 8 sportelli di collegamento al servizio gratuito, amicale e solidale di donne e bambini vittime di violenza e per qualunque difficoltà

Rete Centri antiviolenza Le Nereidi Onlus Siracusa - Rosolini - Avola - Augusta - Lentini

Capofila
C.D.S. Coord. Donne Siciliane
tel. 0931.492752 - 347.7758401

Presidente Raffaella Mauceri
www.lenereidi.siracusa.it


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23 luglio 2008

Pausa estiva

 


Car* amic* dell'Open Mind, il Pride è andato e l'estate prosegue a pieno ritmo.

Siamo tutt* un po' stanch* e in vena di mare, sole e vacanze, per cui le nostre assemblee politiche sono momentaneamente interrotte per la doverosa pausa estiva.

La prossima assemblea pubblica dell'Open Mind si terrà presso l'Arci il 2 settembre, martedì, alle 20:30.

Una buona estate a tutt* e continuate a seguirci (anche) su questo blog!


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10 luglio 2008

Solidarietà a Sabina!

 


Il centro di iniziativa GLBT Open Mind Catania esprime la sua solidarietà a Sabina Guzzanti per il volgare attacco mediatico a cui è stata sottoposta dagli organi di stampa e televisivi di regime per le parole da lei dette l'otto luglio scorso a piazza Navona a Roma, durante il No Cav Day.

Riteniamo che, al di là della forma delle cose da lei dette, condivisibile o meno, la Guzzanti abbia sollevato temi giustissimi ed evidenti agli occhi di ogni cittadin* che crede nell'onestà e che auspica criteri di maggiore meritocrazia nell'ambito di un sistema libertario e democratico.

Sabina Guzzanti ha avuto l'unica colpa di aver dato voce al pensiero di centinaia di migliaia di cittadin* ma se questa è atteggiamento criminale, lo è anche la libertà di parola che viene garantita a tutt* dalla nostra Costituzione.

Siamo perciò vicin* alla brava e bella Sabina e la ringraziamo, inoltre, per esser vicina alla causa GLBT.

30 giugno 2008

Tutt* con Graziella!

 


Riportiamo qui di seguito il comunicato di Facciamo Breccia per quanto accaduto alla nostra compagna Graziella Bertozzo.

Crediamo che in un momento siffatto sia preferibile che il movimento GLBT sia unito, per questa ragione non riusciamo a capacitarci della segnalazione da parte di una volontaria del Pride Nazionale all'agente in borghese che ha arrestato Graziella.

Nella viva speranza che tali atteggiamenti non si ripetano e siano il frutto di un clamoroso malintesto, il centro Open Mind GLBT esprime tutta la propria solidarietà all'amica e compagna Gabriella.


Tutte/i con Graziella.

Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti
avvenuti al Pride di Bologna


Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla
conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.

Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia " per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella
data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un'istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all'ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos.

Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l'uomo che l'aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono llora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la "signora" non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per "Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate
alla resistenza".

Graziella stava partecipando ad un'azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava
nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in
ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.

Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l'azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte. Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto
accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay -Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e
transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002.

Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di "sicurezza" messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un'azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un'
attivista riconosciuta da tutte e tutti. Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia è stata causata da un  abnorme   "equivoco".

Coordinamento Facciamo Breccia


--
http://www.facciamobreccia.org 


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28 giugno 2008

Il comune nega la piazza al Catania Pride!

 


Vi informiamo che la nuova amministrazione comunale di Catania ha negato la Piazza Università dove, da sempre, si è concluso il corteo e allestito il palco per gli interventi. E' la prima volta che viene adottato un simile provvedimento di natura chiaramente omofoba e fortemente ideologizzato. Al posto della Piazza Università, il Sindaco Stancanelli (AN) vorrebbe dare la Piazza Dante, difficilmente raggiungibile sia dai carri sia dalle persone partecipanti al corteo, atteso che per giungervi occorrerebbe percorrere una strada in forte pendenza tutta in salita, e considerato, inoltre, che detta piazza trovasi nel centro di un quartiere ad altissima densità di ultras nettamente omofobi.

Il Comitato Catania Pride (Arcigay, Openmind e Gruppo Pegaso) nel prendere atto di tale vergognoso atteggiamento, si incontrerà Lunedì prossimo 30 giugno al Comune con i responsabili
dell'amministrazione ai quali farà presente di ritenere tale decisione una provocazione alla quale non cederà minimamente. Renderemo, altresì, noto che il corteo non si fermerà davanti ad alcun ostacolo e giungerà, COMUNQUE, a Piazza Università, assumendosi, pertanto, il Comune la
chiara responsabilità di ogni eventuale accaduto.

NOI NON CI FERMEREMO NE' CI FERMERANNO.

Ci rivolgiamo a tutta la comunità lgbt e non solo, per una partecipazione la più ampia e sentita possibile. E' in gioco la ns. stessa esistenza per la quale Vi chiamiamo a mobilitarvi
massicciamente.

IL COMITATO CATANIA PRIDE 2008


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10 giugno 2008

Solidarietà per la Breccia

 


Il centro Open Mind GLBT esprime la sua solidarietà per quanto accaduto a* compagn* di Facciamo Breccia, fermati dalle forze dell'ordine nei pressi di piazza San Pietro, in pieno territorio italiano, per aver manifestato secondo quanto previsto dal dettato costituzionale - quindi in modo legale - contro le ingerenze ecclesiastiche sulle nostre istituzioni.

Dopo i fatti di piazza San Giovanni e subito dopo il corteo del Pride di Roma, un gruppo di manifestanti di Facciamo Breccia si è recato di fronte al Vaticano, in modo civile e pacifico, per protestare delle continue pressioni della curia papale contro la libertà de* cittadin* italian*.

Il gruppo è stato portato in questura. Le forze dell'ordine italiane hanno impedito a cittadin* italiani di esprimersi liberamente. Questo è un fatto gravissimo per la democrazia e lo stesso grado di civiltà di tutto il paese.

Grazie per essere stat* in Vaticano. Grazie per essere stat* in questura. Grazie per essere dove non riusciamo, per fragilità e paura, essere dove riuscite ad essere. Anche per noi. GRAZIE.


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15 maggio 2008

Solidarietà per le madri di Plaza de Mayo



Il centro di iniziativa GLBT Open Mind Catania esprime la propria solidarietà a Hebe de Bonafini e alla figlia Alejandra per il volgare attacco a Casa de las Madres e dell'Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo.

Il coraggio delle madri di Plaza de Mayo è di esempio per tutt* noi e per tutt* quant* si fanno testimoni degli ideali di democrazia, di libertà, dell'uguaglianza dei popoli.

Esso non potrà essere cancellato da infami nostalgie che vanno a configurarsi sempre di più come meri pretesti per attività criminali.

***

HANNO ATTACCATO LA CASA E L'UNIVERSITA' DELLE MADRES DE PLAZA DE MAYO
Facciamo sentire la nostra solidarietà. Inviate una email solidaria a: madres@madres.org


Dopo appena otto giorni dalle minacce di morte a Hebe de Bonafini e a sua figlia Alejandra, degli sconosciuti sono entrati all'alba di domenica 11 maggio e hanno distrutto vari uffici e stanze della Casa de las Madres e dell'Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo. Questi selvaggi hanno portato distruzione, hanno buttato all'aria gli uffici dell'Università, della Casa de las Madres, l'ufficio di Hebe de Bonafini e gli uffici amministrativi, ma non hanno portato via niente. La modalità con cui è stata eseguita l'azione devastante dimostra che si è trattato di un innegabile atto di intimidazione e minaccia contro le Madres de Plaza de Mayo.

Alcune ore dopo il fatto, Hebe de Bonafini ha espresso la sua lettura politica del deprecabile episodio, dicendo: "Credo che sia molto chiaro. A mia figlia hanno detto: stiamo tornando e liquideremo te e tua madre. E questo è quanto sta succedendo perchè sono entrati nella Casa de las Madres, negli uffici della Stampa e nell'Università. Hanno rotto tutto, hanno aperto cassetti, hanno violato le serrature, rotto porte, hanno messo sottosopra tutto e non hanno portato via niente. Solo pochi soldi che avevo in ufficio, una borsetta dove ho il fazzoletto che indosso i giovedì in Piazza, un libretto con degli indirizzi, pochi, ma niente di più. Inoltre, dall'ufficio amministrativo non hanno prelevato gli assegni pronti per pagare i dipendenti della Radio e li hanno lasciati buttati a terra. Sono attivi. Io dico che ci offrono tutto quanto, ci offrono sicurezza, ci offrono custodia, ma il miglior modo per tutelarci è che i ministri, i sottosegretari, la polizia, indaghino e scoprano chi sono quelli che sono stati capaci di far questo, altrimenti non serve" ha concluso Hebe.
Diamo il nostro messaggio di solidarietà alle Madres de Plaza de Mayo scrivendo a madres@madres.org


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10 maggio 2008

Il nuovo blog dell'Open Mind


 

Car* amic* del mondo GLBT, benvenuti nel nuovo blog dell'Open Mind.

Questo nuovo luogo di incontro e di informazione sostituirà gradualmente sia il vecchio sito, sia l'attuale blog ospitato in un'altra piattaforma.

Reputiamo sia essenziale tenere un contatto continuo e costante con tutt* voi e per questo abbiamo scelto una soluzione agile e facilmente utilizzabile come quella del blog.

Il sito-blog è tutt'ora in costruzione.
Tuttavia potete visitare già da adesso alcune sezioni, che potete vedere a lato, nella colonna di destra dell'home page.

Vi informiamo fin d'ora che grandi cose si prospettano a Catania per i mesi successivi. Il nostro Pride è alle porte e stiamo lavorando, assieme agli amici di Arcigay Catania e del Gruppo Pegasos, per dare alla città un grande momento di aggregazione, di rivendicazione e di orgoglio.

Seguiteci su queste pagine e, se volete, lasciateci un commento o qualche suggerimento.
Saranno bene accetti!

Se inoltre volete darci una mano per organizzare il Pride, prendete i nostri recapiti nella pagina dei Contatti.

Vi aspettiamo!


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5 maggio 2008

Comunicato per Nicola Tomassoli



 
Il centro di iniziativa GLBT Open Mind Catania esprime fermamente tutto il proprio biasimo per l'orribile aggressione di matrice neofascista che e' costata la vita a Nicola Tommasoli. Reputiamo che questo episodio non sia un casuale atto di teppismo ma la conseguenza di cio' che noi come realta' GLBT, assieme a molte altre del movimento omosessuale e transessuale, laico, antagonista e femminista, andiamo denunciando da diverso tempo: la recrudescenza dei movimenti di estrema destra, la loro organizzazione in gruppuscoli eversivi e violenti, la relativa tolleranza da parte del potere.

Non possiamo che ritenere abominevole l'atto omicida del gruppo neofascista, ma riteniamo ugualmente responsabili le istituzioni che permettono che tali fenomeni prosperino quasi indisturbati. Viviamo in un clima pesante, aggravato dopo le elezioni politiche del mese scorso. L'attacco al Mario Mieli, a Roma, e gli atti vandalici ad altri luoghi storici della realta' gay e lesbica italiana sono solo un aspetto, e nemmeno troppo stigmatizzato, di una situazione sociale che mette a serio rischio - come ci dimostrano le recentissime vicende veronesi - non solo le persone "diverse", ma tutt* i/le cittadin* che vivono in Italia.

Chiediamo che la societa' tutta si mobiliti e faccia pressione presso le istituzioni "democratiche" affinche' sia inaugurata una nuova stagione di antifascismo e di contaminazione democratica di tutti i settori della vita pubblica e privata del Paese. Cogliamo, inoltre, l'occasione per manifestare la nostra solidarieta' e la nostra vicinanza alla famiglia di Nicola, auspicando che episodi del genere non si verifichino mai piu' in una nazione che pretende ancora di definirsi civile e democratica.

Open Mind GLBT
Catania


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2 maggio 2008

Comunicato congiunto sulle dichiarazioni di Enrico Oliari




Il centro di iniziativa GLBT Open Mind Catania e Arcigay Catania prendono le distanze dalle dichiarazioni di Enrico Oliari, rappresentante dell'associazione di gay di destra Gaylib, in quanto oltre a essere poco proficue ai fini della pacifica convivenza delle diversità non rendono onore ai più basilari canoni dell'onestà intellettuale.

Ricordiamo al signor Oliari, riguardo al caso Tajani, che l'Europa ha preferito affidare all'Italia la commissione sui Trasporti e non quella sulla Giustizia proprio per il virulento e violento tasso di omofobia di tutto il centrodestra italiano. Il centrodestra italiano rappresenta una coalizione di partiti i cui rappresentanti, in ordine sparso ma in modo continuativo, hanno invocato discriminazioni legislative, sterminii e punizioni corporali per le persone GLBT.

Tajani non ha mai sconfessato questi eccessi per cui non può - giustamente - decidere sulle sorti riguardanti i diritti di decine di milioni di persone GLBT in Europa. Prima di prendere le sue difese, perciò, Oliari dovrebbe comprendere che la sua casa politica di riferimento non fa certo i suoi interessi di cittadino (anche) omosessuale.

Riguardo alle sue parole sui Rom, va purtroppo notato che queste palesano un connotato razzista. Il principio di solidarietà e di uguaglianza - garantito dall'articolo 3 della nostra Costituzione - dovrebbe essere qualcosa che va al di là dei meri interessi economici ed è inaccettabile che si invochino discriminazioni velate nei confronti della minoranza Rom. A ben vedere è lo stesso principio che la destra e il mondo cattolico, ormai ben radicato anche in certe frange della "sinistra", applicano su di noi gay e lesbiche quando si tratta di negare determinati e specifici diritti, primo tra tutti quello alla nostra sicurezza.

Oliari dovrebbe capire che se il principio è sbagliato lo è in quanto tale, e non perché indirizzato verso categorie che ci interessano. Non vogliamo negare che la convivenza sia un processo difficile, soprattutto con determinate etnie, ma non è certo fissando trattamenti di favore per un popolo (o dovremmo dire "una razza"?) a discapito di un altro che si avvia quell'integrazione e quel rispetto che sono alla base dei più elementari principi democratici di ogni ordinamento istituzionale. Riguardo l'egemonia di sinistra sui Pride, vogliamo ricordare al signor Oliari che la manifestazione dell'Orgoglio Gay non è terra di conquista dell'ideologia, ma il momento in cui tutt* siamo chiamat* per dimostrare alla società intera e a TUTTI i partiti politici che esistiamo, che operiamo in questa società e che per queste ragioni pretendiamo rispetto e diritti.

Open Mind GLBT Catania
Arcigay comitato provinciale Catania


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26 aprile 2008

La Resistenza delle donne

 


Il 25 aprile non è una ricorrenza né un giorno di memoria, ma uno di lotta contro le logiche del dominio, della sopraffazione, della supremazia del più forte sul più debole, del controllo. Il fascismo non è morto a piazzale Loreto, è concreto e si manifesta nella violenza dell’esercizio del potere. 

A 63 anni da quei giorni, ahinoi, ci troviamo in balia di fascisti di palazzo, galoppini spietati e razzisti dichiarati che ogni giorno scelgono e prendono decisioni che, in primissima istanza, riguarderanno la nostra vita quotidiana.

Rivendichiamo il diritto al reddito garantito, a un lavoro dignitoso, ad una casa; pretendiamo di vivere senza angosce, di urlare le nostre esigenze, i nostri bisogni, i nostri pensieri, senza essere censurati, denunciati e processati.

Noi dobbiamo e possiamo sognare e reclamare un mondo migliore. La volontà di lottare per questo è ciò che ci guida, e se questa è sovversione siamo tutt@ sovversivi: credere di poter cambiare lo status quo è il primo passo verso la liberazione!

Nella società odierna le donne vivono sotto un doppio strato di censure, proibizionismo e controllo.

La liberazione della donna non riguarda esclusivamente la liberazione dai propri bisogni, ma anche un affrancamento da secoli di imposizioni culturali e sociali che ne hanno fatto uno strumento riproduttivo e/o un oggetto sessuale.

La famiglia è l’arma fondamentale di lesione dei nostri diritti e del nostro immaginario, non di rado una tortura, spesso strumento di morte.

Nei luoghi di lavoro ricopriamo esclusivamente incarichi base, e tendenzialmente i salari femminili sono inferiori a quelli maschili. Per non parlare poi di una segregazione professionale di genere che ancora oggi esiste.

Il lavoro precario, privo di diritti, è la massima forma di sfruttamento della classe lavoratrice, e non è una coincidenza che le impiegate per eccellenza dei call center siano proprio le donne!!!

Tanto più un lavoro è precario, instabile e tendenzialmente senza vincoli di orario, tanto più saranno le donne a esercitarlo, e questo perché la società odierna è strutturata perché siamo proprio noi a provvedere a tutti i compiti di cura, sollecitudine e riguardo della famiglia. Il welfare state italiano non ha mai previsto investimenti significativi in asili nido, scuole per l’infanzia o luoghi di sostegno per gli anziani. E’ sempre stata la donna a svolgere il doppio lavoro: uno domestico non retribuito e l’altro esterno alle mura domestiche mal retribuito.

Il 25 aprile ripartiamo da noi stesse, dai nostri piaceri e desideri, lottiamo per liberarci da tutti gli stereotipi che Chiese, religioni e Stati ci hanno imposto.

LIBERAZIONE dalla famiglia canonica, patriarcale ed eterosessuale;

LIBERAZIONE dalla maternità come vincolo e obiettivo;

LIBERAZIONE dal sistema economico-politico maschile.Partecipiamo direttamente alla vita politica, imponiamo le nostre volontà e i nostri bisogni a chi pensa di poter decidere per e su di noi.

RIAPPROPRIAMOCI di noi stesse, dei nostri corpi, delle nostre esigenze e dei nostri desideri.

Questa è la base della nostra RESISTENZA
Questo è nel 2008 il cammino verso la LIBERAZIONE.

VIVERE LIBERAMENTE NOI STESSE, LA NOSTRA AUTODETERMINAZIONE.


COLLETTIVO MALEFIMMINE




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2 aprile 2008

INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI SULLA PROSTITUZIONE COME UN BENE PREZIOSO PER LE PERSONE TRANSGENDER E TRANSESSUALI




COMUNICATO STAMPA

INAMMISSIBILI DICHIARAZIONI SULLA PROSTITUZIONE COME UN BENE PREZIOSO PER LE PERSONE TRANSGENDER E TRANSESSUALI 

Il 29 marzo u.s. è andata in onda sul canale tv Teleroma 56  (can 877 sky e Roma can 56 su digitale terrestre), durante la trasmissione Outing, un'intervista a Leila Daianis, presidente dell'Associazione transessuale  "Libellula 2001". Nel corso della stessa, la Daians ha - fra le altre cose - dichiarato che fare la prostituta per una ragazza transessuale "sarebbe un fatto positivo", adducendo la motivazione secondo cui, tali prestazioni sono per alcune ragazze un mezzo per affermare la propria femminilità, Secondo la stessa Daianis, un cliente, in questi casi, non cerca un uomo ma una donna e "questo fa solo del bene alle ragazze trans".

Riteniamo estremamente gravi e calunniose queste dichiarazioni, ai limiti del favoreggiamento.

In questo modo viene ribadita, la falsa equivalenza "trans = prostituta", contro cui il movimento transgender si batte in tutto il mondo. La prostituzione è soprattutto figlia dell'estrema difficoltà a trovare lavoro per chi è in percorso di transizione e le motivazioni fornite dalla Daianis, forse valide per lei, non hanno alcun senso generale. E' un falso  - noto ormai anche al grande pubblico - che i clienti delle transgender che si prostituiscono, cerchino nella ragazza trans, femminilità. E' invece risaputo che la maggior parte dei clienti cerca "prestazioni attive" costringendo molte ragazze ad una ulteriore umiliazione (in genere chi è trans non ama usare i propri genitali originari) dopo quella indotta da uno Stato che non si dota di leggi di tutela per le pari opportunità, in netto contrasto con svariate sentenze delle Corti Supreme Europee. Un fatto, questo che la dice lunga su come sia priva di fondamento e persino offensiva l'allucinante "uscita" della Daianis. Soltanto chi donna non è (né nel corpo né nello spirito) può dichiarare che una donna affermi la propria identità attraverso la prostituzione. Questi sono pensieri che solo alcune menti maschili retrive talvolta fanno quando fruiscono di pornografia o prostituzione trans. Un alibi per non sentirsi in colpa del loro sfruttamento.

Non mettiamo in discussione la libertà (per chiunque) di prostituirsi, ma crediamo fermamente che una libertà è tale quando si hanno anche altre opzioni e scelte. Cosa che spesso non accade per le giovani transessuali, specie quelle meno esperte o abbandonate dalla famiglia e quindi con un livello culturale reso basso dall'emarginazione sociale e familiare.

La presidente di un'associazione onlus  dovrebbe combattere la prostituzione se questa è l'unica (o quasi) possibilità di sopravvivenza. Un'Associazione di Utilità Sociale dovrebbe essere un punto di riferimento,  creare alternative e cercare di evitare che ci si prostituisca per sopravvivere e non "favoleggiare" la prostituzione in diretta TV come una terapia psicologica. Il peggio che si poteva sentire.
Nondimeno grave è l'assenza di una dichiarazione di presa di distanza da parte del cosiddetto "Coordinamento Trans Silvia Rivera" di cui  Libellula fa parte.

AzioneTrans si dichiara estranea a queste modalità di operare. In assenza di pubbliche smentite di tali gravi dichiarazioni o prese di distanza da parte delle altre Ass.ni transgender, chiediamo e ci chiediamo chi, oltre ad AzioneTrans, abbia davvero la capacità di battersi  convintamene contro i soprusi sociali cui ancora le persone trans sono sottoposte.

Noi lottiamo per l'applicazione delle Direttive Europee che prevedono le pari opportunità fra i sessi estesa anche alle persone in percorso di transizione; abbiamo collaborato attivamente nello scrivere un progetto di legge che superi l'obbligo ad interventi chirurgici genitali che non tutte le persone trans gradiscono o possono permettersi, per evitare che molte persone si operino solo per "avere i documenti" conformi al proprio genere vissuto; contestiamo protocolli medici italiani contrari allo spirito di quelli internazionali e che ci obbligano ad una psicoterapia coatta di Stato.

Azionetrans non COORDINA il nulla, non propaganda la bizzarra scelta terapeutica della prostituzione, ma combatte per i diritti, a costo di farlo "controcorrente". 

Francesca Busdraghi , segretaria nazionale Azionetrans
Mirella Izzo, presidente nazionale AzioneTrans

Roma - Genova, lì 2 aprile 2008 

Azione Trans

Associazione di volontariato sociale senza fini di lucro, ai sensi della legge 266/91
Sede Legale: via Pontevecchio 18/9 - 16132 Genova

Web: http://www.azionetrans.it ? email: info@azionetrans.it ? infoline: 320-8748419 


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28 marzo 2008

Annunciamo il Catania Pride 2008

 


Il comitato promotore del Pride di Catania 2008, composto da Arcigay Catania, Open Mind Centro di Iniziativa GLBT e il  Gruppo Pegasos comunica che il giorno dell'orgoglio GLBT avrà luogo nella nostra città il prossimo 5 Luglio.

Comunicheremo in seguito le iniziative culturali previste prima della manifestazione conclusiva e forniremo nelle prossime settimane maggiori dettagli.

Tutt* i cittadini e le cittadine e tutt* le persone omosessuali, bisessuali, transessuali ed eterosessuali sono invitat* a partecipare numeros*.


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permalink | inviato da openmindcatania il 28/3/2008 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 marzo 2008

Campagna "V(u)oto a rendere".

 

L'Open Mind lancia la campagna "V(u)oto a rendere".

Sono gay/lesbica/bisessuale/trans niente diritti, niente voto!

Col nostro voto rifiutato rendiamo indietro il vuoto delle loro promesse!


Se vuoi sapere più al dettagli di cosa si tratta e per scaricare il volantino con le istruzioni per il rifiuto del voto, clicca qui.



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